Una vita dietro l’obiettivo, la storia di Superfoto Lello: “Ecco lo scatto di Giugliano che non dimenticherò mai”

superfotolello

Una vita trascorsa dietro l’obiettivo, emozioni da immortalare e nuove tecniche da sperimentare: sono trascorsi 45 anni di attività da quando Raffaele Russo, meglio conosciuto come Superfoto Lello, prese la prima macchina fotografica ed iniziò la sua lunga carriera che lo ha portato ad essere, senza ombra di dubbio, il fotografo più conosciuto di Giugliano.
Era il 23 settembre 1971 il giorno in cui il giovane Lello, dopo due anni di apprendistato, aprì lo studio fotografico di Via Licoda. Appena si entra immediato è il viaggio  tra passato e presente: dagli scatti in bianco e nero affissi su una parete, alle immagini riprodotte con nuovissime attrezzature digitali.
Dalle corse dietro ad un pallone, agli scatti negli istituti scolastici, per poi passare a battesimi, comunioni, matrimoni ed eventi: tutto reso possibile grazie a quella Rolley Flex da 180 mila lire che diede la possibilità all’allora ventitreenne di regalare emozioni attraverso l’arte della fotografia.
Nell’intervista rilasciata alla nostra redazione, Lello racconta l’evoluzione della fotografia, l’avvento dell’era digitale, i ricordi legati alla sua Giugliano, i meravigliosi scatti fatti sul Lago Patria, l’ansia degli sposi nell’attendere il materiale nel giorno più bello della loro vita e ancora, lancia un messaggio ai giovani che tra social network e smartphone sminuiscono l’importanza della foto spazzando via la bellezza della pellicola e la gioia dell’attesa.
Lello è conosciuto da tutti come una persona gentile, creativa e disponibile: grazie all’instancabile compagna di vita Angela Maria Rega, e al supporto dei suoi figli Luigi, divenuto Notaio trasferitosi a Perugia e Vincenzo , commercialista, è riuscito a fermare il tempo, a descrivere la città attraverso immagini e filmati che costituiscono parte integrante dell’archivo e della memoria storica dellìhinterland napoletano.

COME NASCE LA PASSIONE PER LA FOTO E LO STUDIO DI ‘SUPERFOTO LELLO’?
La foto mi ha sempre affascinato sin da piccolo insieme al canto. Sono tenore e tutt’ora faccio parte dell’accademia Liliarum e prendo parte a concerti organizzati nella nostra città. Nel lontano 1968 iniziai il mio apprendistato da Di Domenico in Via Aviere Mario Pirozzi, il mio primo approccio con la macchina avvenne con una Rolley Flex. Feci un investimento perchè spendere 180 mila lire all’epoca era impensabile: contemplavo quell’oggetto che sapevo mi avrebbe regalato tanto emozioni.
COME SI E’ EVOLUTA NEL CORSO DEGLI ANNI LA FOTOGRAFIA?
Io ho intrapreso questo percorso quando il colore stentava a decollare ed era necessario mandare in fretta e furia le foto in stampa per dare la possibilità ai cliente di ricevere il materiale in tempi celeri. Ho trascorso intere nottate nella camera oscura tra sviluppo pellicola e stampe fotografiche, utilizzando la tecnica dell’asciugatura mediate i giornali cartacei per poi utilizzare necessariamente una rotativa. Per le riprese fotografiche ho iniziato con una biottica Rolley Flex, poi una Hasselblod con ottiche intercambiabili per poi convertirmi ed abituarmi all’era digitale. Anni addietro vi era la cultura fotografica ci si impegnava particolarmente nel fare le foto soprattutto le panoramiche, oggi invece ci sono tante immagini che purtroppo sembrano non avere valenza e nella maggior parte dei casi sono standard, uguali e senza inventiva.
ATTRAVERSO I SUOI SCATTI HA VISTO GIUGLIANO MUTARE NEL TEMPO. QUAL E’ LA FOTO MIGLIORE CHE EVOCA FELICI RICORDI NELLA SUA CITTA’?
Sono tanti i luoghi e le foto realizzate per strada o nelle migliaia di abitazioni frequentate. Però c’è una data che non dimenticherò mai: era il 19 Marzo 1975 ed io ero stato accreditato come fotografo ufficiale dei Giochi della Gioventù Nazionale tenutisi a Lago Patria. Raggiunsi il luogo con la mia Fiat 500, effettuai scatti bellissimi sulla Circumlago cosa che oggi non potrei fare. Per i suggestivi tramonti e la bellezza della natura il Lago Patria e le zone limitrofe hanno fatto da sfondo e da cornice alla maggior parte delle mie cerimonie. Anche la zona archelogica e la tomba di Scipione l’Africano hanno arricchito i miei album. Recentemente sono stato lì e sono rimasto esterrefatto: la circumlago versava in uno stato di degrado assoluto, e vi era spazzatura ovunque. Colgo l’occasione per fare un monito all’Amministrazione. Non retrocediamo, riprendiamo quei luoghi tanto cari alla città.
FACEBOOK, INTERNET, E SMARTPHONE: OGGI TUTTI POSSONO SCATTARE FOTO. CHE SUGGERIMENTO SENTE DI DARE ALLE NUOVE GENERAZIONI?
In primis mi viene da ricordare le vacanze con gli amici: facevamo a turno nel portare la macchina fotografica al seguito. La pellicola era da 24 o 36 scatti e prima di effettuare foto pensavamo molto all’inquadratura e all’esposizione per non sprecare i fotogrammi. Oggi non è così, gli scatti sono immediati, imminenti, ripetitivi e spesso con i fatidici selfie o cellulari non si presta nemmeno attenzione a tenere la mano ben ferma ottenendo inqadrature errate. Inoltre suggerisco alle nuove generazioni di salvare e soprattutto stampare i file acquisiti in appositi album in modo da avere un modesto archivio.
COSA SI PROVA NELL’ESSERE ENTRATO NEL CUORE DEI GIUGLIANESI ED AVER IMMORTALATO I MOMENTI BELLI DI PIU’ GENERAZIONI?
A volte per strada (è mia abitudine camminare sempre a piedi) incontro ragazzi che ho visto crescere: dal battesimo, alla comunione per poi passare al Matrimonio e ciò rappresenta un piacere ed una gioia immensa per me. E’ sicuramente emozionante, attraverso questa passione divenuta il mio lavoro ho avuto la possibilità di conoscere Giugliano in ogni sua sfaccettatura. Tutto ciò è stato reso possibile anche grazie al supporto di mia moglie, e dei miei figli che hanno sacrificato uscite ed altro per affiancarmi nelle cerimonie. Oggi all’età di 72 anni ringrazio quei due piccoli ragazzi divenuti importanti professionisti e custodisco nella memoria le immagini più belle della mia città.

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